Longevità e salute
Nutrizione per un invecchiamento di successo: essere "diversamente giovani"
Parlare di longevità significa parlare di futuro con il sorriso. I "longennials" sono già numerosi oggi, ma lo saranno ancor di più tra qualche decennio. È importante sapere che la genetica incide solo per il 30% sulla qualità del nostro invecchiamento: tutto il resto dipende dall'ambiente, dallo stile di vita e dalle possibilità economiche e culturali di ciascuno.
Cos'è l'invecchiamento?
L'invecchiamento è un processo biologico caratterizzato dal progressivo deterioramento delle componenti strutturali dell'organismo. Con l'avanzare degli anni si assiste a una graduale perdita di massa muscolare (sarcopenia), che è un fenomeno fisiologico:
- 5-10% tra i 60 e i 70 anni
- 15-20% dai 70 agli 80 anni
A questo si associano cambiamenti significativi della composizione corporea, della distribuzione del grasso e del metabolismo basale.
L'obiettivo è contenere il numero delle disabilità motorie e cognitive, rallentando le malattie cronico-degenerative. La nutrizione, associata alla corretta attività fisica e all'uso degli ormoni bioidentici, rappresenta il perno fondamentale per la prevenzione e la longevità.
Oggi un anziano fragile (oltre 75 anni) su due è malnutrito: la malnutrizione peggiora i risultati delle terapie e aumenta i tempi di ricovero.
I benefici della nutrizione della longevità
- Previene e/o ritarda l'insorgenza di malattie croniche come diabete, diverticolite, anemia, ipertensione, malattie cardiache, nefropatie, rallentamento cognitivo e demenza
- Mantiene la funzionalità fisica, riducendo osteoporosi e sarcopenia, e contrasta l'obesità sarcopenica (nell'anziano: +35% del tessuto adiposo, -40% di muscolo scheletrico)
- Potenzia l'azione farmacologica
- Migliora l'autonomia e la qualità della vita degli anziani
L'intestino al centro del benessere
L'intestino svolge un ruolo centrale come:
- Regolatore dell'infiammazione e del sistema immunitario — principale causa dell'invecchiamento e delle patologie correlate
- Asse intestino-fegato, con il ricircolo enteroepatico di numerose molecole, anche ormonali
- Asse intestino-osso: il microbiota produce nutrienti che promuovono la salute ossea e aiutano a contrastare l'osteoporosi
- Asse intestino-cervello, con produzione (o carenza) di sostanze che favoriscono la neurogenesi e la neuroplasticità, i meccanismi di regolazione contro il declino cognitivo e la demenza
Un approccio personalizzato
La dieta viene sempre impostata in ottica di percorso di mantenimento funzionale, con alimenti funzionali, timing di assunzione corretto e combinazioni alimentari che si prefiggono uno scopo metabolico specifico, a seconda dell'obiettivo della fase di cura.
Le diete utilizzate possono essere di tipo mediterraneo (quello vero delle origini), chetogenica, DASH, digiuno intermittente... Non esiste una sola dieta valida per tutti: esiste il momento clinico del paziente e la sua storia personale.
La nutraceutica — l'uso di sostanze nutrizionali integrative — è necessaria per fornire il dosaggio minimo efficace per ottenere la risposta metabolica desiderata.
Il progetto di biohacking
Parlare di longevity include un progetto di biohacking: la volontà di migliorare e perseguire una salute persistente, "hackerando" il processo di invecchiamento.
Il biohacking è un metodo complesso, usato per aumentare le prestazioni fisiche e mentali, ridurre i derivati dello stress quotidiano come ansia e depressione, in un'ottica di equilibrio delle funzioni d'organo, per migliorare il proprio stato di salute e aumentare la longevità.
Applicare questo metodo significa diventare biohacker: una persona che massimizza il proprio potenziale biologico mediante vari mezzi e tecniche, e che — come un hacker — interviene sul cambiamento del proprio corpo per "curare" l'invecchiamento biologico, agendo sui principali fattori primari e secondari causali del processo di invecchiamento, basandosi su dati rigorosamente scientifici.
I perni su cui agire sono diversi, ma ovviamente il fulcro è contrastare l'infiammazione cronica silente, che è causa di tutti i processi di invecchiamento. Bisogna farlo per gradi, e il mio lavoro è indicare "la strada" e supportare la persona nel suo percorso.
Il primo passo: la nutriterapia
Il primo passo è certamente l'alimentazione, che per me è nutriterapia: migliorando la scelta nella qualità e densità nutrizionale del cibo, eliminando le potenziali tossine, in un equilibrio di assorbimento e distribuzione del nutriente che si deve accordare con le varie funzioni d'organo (stomaco-intestino-fegato-pancreas) e con le influenze neuroendocrine del sistema nervoso autonomo — non sulle calorie — per una riprogrammazione metabolica, ormonale e immunitaria mediante l'uso delle molecole contenute nel cibo (dieta molecolare) e con la combinazione molecolare sia del singolo pasto che nella struttura del piano settimanale.
La fase diagnostica ambulatoriale
Il primo step è composto da:
- Anamnesi fisiopatologica
- Anamnesi alimentare
- Visita medica con esame obiettivo dell'addome
- Valutazione di esami e visite pregresse per ricostruire una storia biologica completa
Cos'è il biohacking
È un approccio multidisciplinare che mira a migliorare le funzioni biologiche e le prestazioni del corpo umano attraverso l'applicazione consapevole di principi scientifici, tecniche di ottimizzazione e strategie personalizzate.
I pilastri del biohacking
- Nutrigenomica: studia l'interazione tra la dieta e il patrimonio genetico, aiutandoci a personalizzare le nostre diete per attivare geni favorevoli alla salute e disattivare quelli correlati a condizioni patologiche
- Sonno e riposo: il biohacking pone particolare attenzione sull'ottimizzazione del sonno
- Allenamento personalizzato e gestione dello stress
- Antiaging e longevity
I pilastri del biohacking: la triade mente-corpo-spirito
1) Hackerare la mente
Significa gestire lo stress, vivere le emozioni senza essere sopraffatti da queste, liberarsi dall'annebbiamento mentale mediante:
- Uso di nootropi naturali e Fiori di Bach come potenziatori cognitivi
- Tecniche di respirazione per dare energia e rilassare
- Recupero dei ritmi circadiani con l'uso della luce corretta (non solo solare)
- Tecniche di crioterapia e ozonoterapia per ridurre l'infiammazione
- Valorizzazione delle fasi del sonno, con rilassamento profondo
- Sanificazione dell'ambiente di lavoro
2) Hackerare il corpo
Significa migliorare la propria età biologica (diversa dall'età anagrafica) e avere un corpo funzionale, resistente e resiliente, in equilibrio metabolico, ormonale e immunitario. I punti cardine sono:
- Sistema muscolo-scheletrico: non solo come asse per il sostegno e il movimento, ma anche come vera riserva energetica
- Regolazione dell'asse digestivo: stomaco-intestino-fegato-pancreas come prima espressione dell'intero Sistema PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia) e punto di partenza del "fuoco" infiammatorio
- Convivenza con un microbiota satellite "sano" e coadiuvante alle nostre funzioni, non solo parassita, a tutti i livelli: intestino, pelle, vie respiratorie, cervello
- Nutrizione di precisione con la nutrigenomica
- Regolazione del ciclo ormonale degli ormoni sessuali maschili e femminili
3) Hackerare lo spirito
Significa avere cura dei nostri talenti con il cuore aperto, in connessione con l'Universo e con la Grande Madre Gaia:
- Riconnettersi con la Natura, con attività all'aperto: dal giardinaggio all'orto, alle passeggiate
- Praticare la gratitudine e riconoscere i "doni"
- Meditare e centrarsi sul "qui e ora"
- Imparare la gestione dei cambiamenti
- Lasciare andare le relazioni tossiche e coltivare i sorrisi
